Segui il nostro Progetto di Educazione Finanziaria - L'economia e la finanza non sono materie semplici da capire e da apprendere, ed inoltre sono erroneamente percepite come competenze scientifiche. L'aspetto distintivo delle scienze sociali, quali sono appunto l'economia e la finanza, è che l'oggetto su cui si esercitano è costituito da teorie e principi che sono al tempo stesso profondamente impregnati dai comportamenti umani. Vale a dire che tra i principi e le azioni umane si genera un continuo flusso di azioni e reazioni tali per cui i comportamenti modificano i principi economici, e questi ultimi a loro volta influenzando le azioni umane. Non a caso il linguaggio anglosassone quando parla di economia usa due termini complementari: economics quando vuole indicare la scienza economica ed economy quando fa riferimento ai fatti economici. Il nostro progetto di educazione finanziaria ha l'obiettivo di dotare i suoi utenti di categorie interpretative dei principali fatti economici e finanziari, così che in futuro possano essere attrezzati a compiere scelte motivate, a sbagliare di meno, a comportarsi con raziocinio, relativamente a questioni di lavoro, imprese, prezzi, redditi, consumi, risparmi, investimenti e di tante altre similari. La familiarità con principi indissolubilmente collegati ai fatti della vita quotidiana dovrebbe rendere le persone più accorte e sobrie nel compiere le proprie scelte.

David Graeber e la storia del debito

Creato: Giovedì, 01 Febbraio 2018 Pubblicato: Giovedì, 01 Febbraio 2018 Scritto da Danilo D'Amico Stampa Email
David Graeber e la storia del debito

Leggi cliccando qui l'intervista a David Graeber (tradotta in italiano) pubblicata il 26/08/2011 sul blog Naked Capitalism. L'intervistatore è Philip Pilkington, giornalista e scrittore irlandese.

Evideziamo qui alcuni passaggi dell'intervista.

David Graeber: Dipende dalle definizioni. Se si definisce il denaro nel senso più ampio del termine, come un'unità di conto mediante la quale si può dire che 10 di questi valgono 7 di quelli, allora non ci può essere debito senza denaro. Il debito è soltanto una promessa che può essere quantificata con la moneta (così che diventa impersonale e, quindi, trasferibile). Ma se mi chiedete qual è stata la forma più importante che ha assunto il denaro, il credito o la moneta coniata, probabilmente dovrei rispondere: il credito.

David Graeber: Da una prospettiva storica, la cosa è piuttosto inquietante. In realtà ci potremmo spingere più un là dell'era Clinton. Si può dire che quella che stiamo vedendo oggi è la stessa crisi che ci trovavamo ad affrontare negli anni '70; solo che siamo riusciti a schivarla per 30 o 35 anni grazie a tutti quegli elaborati strumenti di credito (e, naturalmente, con l'iper-sfruttamento del Sud globale attraverso la "Crisi del debito del Terzo Mondo").
Come ho detto, la storia eurasiatica, presa nei suoi contorni più ampi, oscilla avanti e indietro fra periodi dominati dalla moneta-credito, virtuale, e periodi dominati invece dalla moneta coniata e dai lingotti. Il sistema di credito dell'antico Vicino Oriente cedettero il passo ai grandi imperi schiavisti dell'era classica in Europa, India e Cina, che utilizzavano la moneta coniata per pagare le loro truppe. Con il medioevo, gli imperi vennero meno e lo stesso accadde alla moneta coniata: l'oro e l'argento venivano per la gran parte custoditi in templi e monasteri, e così il mondo tornò così al credito. Dopo il 1492, ricompaiono i grandi imperi mondiali, e, con essi, le monete coniate in oro e in argento, insieme con la schiavitù.
Quello che è accaduto da quando Nixon abolì il gold exchange standard nel 1971 ha rappresentato un altro giro di ruota, anche se ovviamente transizioni del genere non accadono mai due volte allo stesso modo. In un certo senso, penso che abbiamo fatto dei passi indietro. Nel passato, i periodi caratterizzati dalla moneta-credito virtuale furono anche periodi in cui esistevano forme di protezione sociale per i debitori. Se si riconosce che il denaro è soltanto una convenzione sociale, un credito, un "pagherò", allora cosa può frenare le persone dal creare denaro all'infinito? E come evitare che i poveri cadano nelle trappole del debito e diventino effettivamente schiavi dei ricchi? È per risolvere problemi del genere che abbiamo avuto la "pulitura delle tavole" in Mesopotamia, i Giubilei biblici, le leggi medievali contro il prestito ad usura, sia nel mondo cristiano che in quello islamico, e così via.
Fin dall'antichità si pensava che lo scenario peggiore in grado di portare a un totale collasso sociale fosse proprio una grave crisi del debito; la gente comune sarebbe diventata così indebitata nei confronti dell'uno o due percento della popolazione che avrebbe cominciato a vendere come schiavi i membri della propria famiglia, o alla fine, anche se stessi.
Cosa accade invece oggi? Invece di creare un qualche genere di istituzione sovranazionale per proteggere i debitori, si creano queste grandiose istituzioni planetarie come FMI (il Fondo Monetario Internazionale) e S&P (Standard & Poor's) per proteggere i creditori. Queste istituzioni dichiarano, in spregio ad ogni logica economica, che nessun debitore dovrebbe mai essere autorizzato all'inadempimento. Inutile dire che il risultato è catastrofico. Stiamo sperimentando qualcosa che - almeno per me - assomiglia esattamente a ciò di cui gli antichi avevano più paura: una popolazione di debitori che cammina sul limite della catastrofe.
E mi permetto di aggiungere che, se Aristotele fosse tra di noi oggi, dubito seriamente che penserebbe che la distinzione fra affittare o vendere sé stessi o i membri della propria famiglia per lavorare, sia qualcosa di più che una sfumatura legale. Concluderebbe probabilmente che la maggior parte degli americani sono, da tutti i punti di vista, degli schiavi.

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